Martedì, 30 Novembre, 2021

Il Nobel Economia 2016 per la teoria dei contratti

Il Nobel Economia 2016 per la teoria dei contratti
Al ballo delle principesse (svedesi) è la Cenerentola più quotidiana che vince e convince

Ho esultato.
Pur d'indole distante dal tifo da stadio, o dal contagio emotivo della supremazia in un match, questa volta un urletto di vittoria non l'ho fermato ed è stata grande soddisfazione.
Soddisfazione perché l'assegnazione del Nobel per l'Economia di quest'autunno giunge ad un “concorrente” inaspettato, ad una di quelle forze con cui abbiamo a che fare infinte e ormai inconsapevoli volte nella nostra realtà quotidiana, professionale, e che a torto, molto a torto, ha giocato dietro le fila, nascosto alle luci delle ribalta: il contratto.
Lo conosciamo bene, noi assicuratori. Lo amiamo, lo odiamo, ce lo sogniamo di notte.
Insultato, vituperato, o invece usato nelle sue multiformi potenzialità, finalmente il contratto viene allo scoperto per ciò che è: anima e fotografia delle nostre relazioni.
Altro che “semplice” meccanismo giuridico.
Il contratto è cartina di tornasole, osservatore silente, ottimo mediatore, cangiante testimone del mondo in cui viviamo.
Non solo: il contratto diventa una sorta di fine rivelatore d'una filigrana di passaggi anche a livello organizzativo e dunque sociale che, nella prassi spicciola, tuttavia, mancano di un riconoscimento.
Un riconoscimento che è arrivato e meritatissimo: Oliver Hart e Bengt Holmstrom, inglese l'uno, finlandese l'altro, hanno spiazzato ogni previsione, riportando il Nobel per l'Economia 2016, con la motivazione di avere contribuito con i loro studi a “comprendere i contratti che tengono insieme le economie moderne e il funzionamento delle istituzioni, così come le potenziali trappole nel design dei contratti stessi”, recita il comunicato dell'Accademia.
Ci sarà di che riflettere, certo, ma intanto: da esultare, perché significa che l'attenzione si sposta sulla realtà di chi vive, lavora, si affanna, intesse e costruisce, tutti i giorni.

Anna Fasoli
Consigliera Uea  

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