I perché di una battaglia, le ragioni di un'idea

Quante volte in questi anni lo hanno chiesto a UEA, ai suoi vertici e a coloro che più di altri, come si dice, “ci hanno messo la faccia”: perché? Perché questa Campagna contro la disintermdiazione del servizio assicurativo? Insomma, perché imbarcarsi in quella che all'inizio sembrava una causa persa, che proseguendo si è dimostrata una battaglia impari e che alla fine si è rivelata una vittoria schiacciante?   Intanto, perché imbastire una vera e propria Campagna, costellata da due convegni di rilevanza nazionale - a Roma e a Rimini, a cui hanno partecipato esponenti di Mise, Ivass, Agcm e Ania - e un considerevole corpus di scritti (tutti disponibili sul nostro sito www.uea.it). Approfondimenti tecnici e normativi, relativi ai regolamenti Ivass e all'impianto legislativo che definisce gli obblighi degli intermediari (e dunque dei comparatori?) e le sanzioni a loro carico. Articoli ed editoriali del vicepresidente Francesco Barbieri che alternando l'arma dell'analisi a quella dell'invettiva, in un cesellato connubio di ars oratoria e vis polemica, ha da un lato definito l'impianto concettuale del “Pensiero UEA” e dall'altro smosso animi e intelletti. E, ancora, note e commenti che hanno chiosato ogni passaggio, dalla notizia dell'indagine avviata dalla FCA (il Regulator britannico) – prima Authority a segnalare i profili di criticità su cui UEA stava richiamando l'attenzione – al “faro” acceso dall'Ivass fino alla recente conclusione dell'indagine. Un lavorìo pervicace, talvolta “urlato”, talvolta celato e silenzioso, ma sempre operante che ha portato ad una crescente mobilitazione dei soci, poi degli addetti ai lavori, delle Istituzioni, delle Authority e delle Associazioni dei consumatori.
Un impegno che ha trovato, via via, molti compagni di viaggio e qualche detrattore, che ha generato entusiasmo, partecipazione e, ancora, quella domanda: perché? Perché UEA ha scelto questa battaglia? Ebbene, la risposta, come spesso accade, è contenuta nella domanda. Perché UEA è una libera associazione di intermediari che come “forma” si è data quella del Centro Studi e come “contenuto” lo sviluppo professionale e culturale dei propri soci e di un mercato assicurativo sano, regolato ed eticamente connotato. Ora, di fronte all'ascesa – cospicuamente finanziata, impetuosamente pubblicizzata e colpevolmente indisturbata – di nuovi soggetti dell'intermediazione assicurativa, non previsti dal Rui e non disciplinati da regolamenti specifici, UEA ha semplicemente posto delle domande. E poi preteso delle risposte.
Soprattutto UEA ha inteso palesare alcune storture che oggi, dopo l'ufficializzazione di un esposto formale all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, possiamo così riassumere: -   i “sedicenti comparatori” raffrontano esclusivamente il prezzo delle coperture, senza dare adeguata percezione al consumatore da un lato delle caratteristiche del prodotto offerto e dall'altro della necessità che queste corrispondano alle sue effettive esigenze di protezione. -   i “sedicenti comparatori” promettono mirabolanti sconti su una polizza, la Rc auto, che gli automobilisti sono obbligati a sottoscrivere per legge, senza citare il termine di paragone rispetto al quale il risparmio è calcolato, producendo così un effetto distorsivo dei comportamenti di acquisto dei consumatori. -   i “sedicenti comparatori” non rispondono all'obbligo di informazione, trasparenza e adeguatezza imposto agli intermediari professionali di assicurazione perché non verificano che le condizioni di assicurazione siano effettivamente comprese dal cliente. -   i “sedicenti comparatori” non raffrontano le polizze di tutte le compagnie, non chiariscono con quali di queste compagnie hanno stretto accordi di natura commerciale (forieri di potenziali conflitti di interesse) e tanto meno gli aspetti provvigionali (suggerendo invece la totale gratuità del servizio prestato).

Ognuno di questi aspetti è stato approfondito da UEA – grazie anche al contributo di autorevoli esperti, professori e giuristi – per arrivare ad enucleare la seguente tesi: i sedicenti comparatori, lungi dall'essere la soluzione salvifica al problema, tanto reale quanto strumentalizzato, del “caro Rc auto”, costituiscono un pericolo di ordine sociale e culturale, nella misura in cui paventando un vantaggio economico ai consumatori li inducono ad un acquisto inconsapevole esponendoli, potenzialmente, a rischi legati ad esclusioni, franchigie, scoperti e rivalse rispetto ai quali i cittadini sono “ignoranti”, impreparati e indifesi.

Per UEA la tutela – reale e non solo formale – del consumatore è il presupposto su cui si fonda l'istituto assicurativo e il cardine etico che definisce la funzione sociale dell'intermediario professionale. Un assunto tanto semplice da risultare dirompente.
Così come in passato, in futuro UEA non potrà dispiegare una potenza di fuoco (mediatica e lobbistica) di straordinaria portata, ma potrà continuare a credere nella forza delle idee che, forse, non cambieranno il (loro) mondo, ma magari smuoveranno le (nostre) coscienze.


Diana Pastarini
Comunicazione e Relazioni Esterne UEA

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